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Correva l'anno 1982 e la leggenda narra che, in uno striminzito bar in via XX settembre, vicino al campo sportivo della Sammaurese,  alcuni amici con il pallino della moto diedero vita ad una moda in voga in quei tempi. A 14 anni ognuno di noi possedeva un cinquantino, chi un Ciao una Vespetta un Vicini un College un Garelli il mitico fifty , che si sentiva l'accensione a partire da via Uso,  un bravo e poi c'erano i fighetti con il Peugeot 103 con il variatore e ancora di più chi possedeva il 105. Ma c'era anche chi si era comprato il Laser,  solo chi c'era puo' ricordare. Alcuni di loro a 16 anni si comprarono il 125 . Chi il cagiva Sxt , il mitico aletta rossa, l'honda Xt , la vespa Px ecc. Poi l'età dell'auto soppianto' le molo. La voglia di passerina e i sedili reclinabili fecero il resto. Qualche difficolta' in più per chi aveva la 2 cavalli o la Renault 4. Ma c'era sempre uno che aveva la 127 gialla e solo chi c'era può ricordare.
Pochi di noi avevano idoli nel motociclismo.  Il famoso
Giacomo Agostini era troppo lontano un po' antipatico, faceva il divo.  Non era come quel quattrocchi di Pasolini, umile e disponibile, uno dei tanti, uno qualunque.  E vuoi mettere Saarinen ? Anche loro troppo lontani dalla nostra realtà.
Pochi di noi si ricordano  il circuito cittadino di Riccione nel 1971. Avevamo solo 4-5 anni. Ma ora ecco trovato il nome ! moto club Breus,   il cavalier de cavalieri . In onore al poeta Pascoli che in una poesia descrive  un cavaliere errante, Morvan di nome e Breus il soprannome. Ora Si parte, con in sella un presidente scoppiettante,  e pieno di idee, e con un gruppo un po umorale ma fatto di elementi  acuti e con le menti veloce.